LA NOSTRA STORIA |
Una banca moderna con solide radici nel territorio, capace di innovarsi continuamente, senza mai far venir meno il sostegno alla comunità locale.
LA PRIMA CASSA
LA NUOVA CASSA
OGGI
IL FUTURO |
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LA PRIMA CASSA
La nostra Banca ha due fasi distinte nel suo ciclo di vita aziendale. Il primo corrisponde al periodo 1897-1951, mentre il secondo va dal 1951 ad oggi. Momenti che corrispondono a due realtà aziendali diverse.
La prima cassa, fondata nell'aprile del 1897, era la settantunesima, dell'epoca, fondata nella provincia di Verona.
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La denominazione era "Cassa Rurale di prestiti in Cadidavid". Lo scopo per cui era nata era il miglioramento delle condizioni morali e materiali dei soci, fornendo loro denaro nei modi determinati dallo statuto sociale. La durata della società era prevista in novantanove anni, mentre la gestione era affidata ad un consiglio di amministrazione formato da cinque membri. La crescita della banca fu molto elevata: infatti nel 1939 i depositi toccavano la somma di lire 461.304, pari ad oltre il doppio dei depositi di cinque anni prima e alla data dell'entrata in guerra dell'Italia la somma passava a 600.000 lire circa, con un incremento, rispetto al 1935, di ben il 75%.
Dalle fonti storiche emergono dati che evidenziano una banca in salute, anche se gli effetti, sulla banca, della nuova guerra mondiale furono disastrosi. La forte inflazione, che nel 1941 costrinse la cassa di Cadidavid ad elevare da 1 a 5.000 lire il valore nominale della singola quota sociale, rese sempre più misera la situazione aziendale. Così la cassa che nel primo quadriennio di guerra presenta bilanci regolarmente in crescita quanto a valori assoluti, dopo, il 1942, il tracollo generale non rese nemmeno più possibile la compilazione materiale dei bilanci...
Nel 1952 il liquidatore depose al Tribunale di Verona il bilancio finale di liquidazione, chiudendo, di fatto, la prima epoca.
Nel frattempo, un gruppo di cadidavesi aveva dato vita ad un'altra cassa rurale ed artigiana destinata a divenire un'azienda di credito a tutti gli effetti, con i principi ed i valori della cooperazione. |
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LA NUOVA CASSA
Il 1951 è dunque l'anno della ricostruzione. La nuova unità creditizia venne costituita sotto forma di società cooperativa a responsabilità limitata,con trentatre soci fondatori, tra cui Michele Caobelli che fu Presidente per dieci anni, e Umberto Perbellini, che gli succedette alla presidenza nel 1961, per rimanervi fino al 1992...
Quarantuno anni dopo la fondazione inizia il primo mandato del Presidente Stefano Bianchi Carini.
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Dal 1992, dopo un periodo caratterizzato da una certa staticità sull'agire strategico ed obsoleta da un punto di vista organizzativo fu avviata una fase di grande rinnovamento.
La politica della banca cambiò radicalmente: si passò dalla gestione dei fondi della categoria ad una gestione sicuramente più commerciale e di raccolta. Si decise una politica di contenimento dei costi, e di cambio del personale, infatti, in pochi mesi cambiarono tutti i precedenti vertici aziendali.
Rivista l'identità aziendale: si cercò di frazionare i rapporti di affidamento, e di presidiare il territorio mettendo mano alla struttura organizzativa interna con nuove regole. |
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OGGI
Tra gli obiettivi aziendali: la continua ricerca della massima efficienza, nell'intento di offrire ai Soci ed alla clientela un servizio corrispondente alle aspettative. Nell'erogazione del credito si sono voluti mantenere i doverosi presidi atti a ridurre al minimo le sofferenze degli impieghi economici e, d'altra parte, l'obiettivo principale era ed è quello di dare solidità e stabilità all'attività bancaria in una logica di espansione delle attività su nuovi territori e nuove fasce di clientela. |
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In particolare, con il Piano Strategico Aziendale per il 2002-2004, si decise di
dare una particolare attenzione alla consulenza per gli investimenti dei Soci e
di tutta la clientela, anche in ragione dei momenti difficili vissuti dai
mercati finanziari nazionali ed internazionalì, scioccati dall'evento dell'11 settembre 2001.
Altri obiettivi strategici la formazione e l'aggiornamento di tutto il personale della nostra banca, insieme all'innovazione e all'espansione. Si ricorda che il raggiungimento di dimensioni più elevate è il presupposto fondamentale per poter operare, in futuro, un'adeguata politica commissionale nei confronti dei Soci seguendo alla lettera il principio della mutualità.
Si è cambiata la logica organizzativa mediante la concessione di autonomia commerciale alle persone. Con la formazione e l'informazione orizzontale si è teso a coinvolgere tutte le persone nelle strategie aziendali, nei progetti e nelle principali decisioni, potendo poi orientare l'attività quotidiana di tutti individuando nuovi bisogni e creato nuove figure professionali sempre in funzione commerciale. |
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IL FUTURO
I percorsi di sviluppo nella crescita di Banca di Verona passano attraverso una strategia di crescita duale. La prima strategia si è basata nel costante e deciso aumento degli sportelli nell'ampia provincia veronese, mentre, dall'altro, è ritornata ad un rapporto importante con il socio. In questo senso vi è stato un ritorno al passato, innovando attraverso una nuova filosofia di partnership, grazie anche all'introduzione di prodotti e servizi innovativi, resisi necessari grazie all'avvento di Internet che, mediante strumenti informatici e telematici, permette servizi quali il trading on line o di home banking.
L'evoluzione del profilo strategico aziendale si è verificata lungo una direttrice di perfetta coerenza tra l'ambito competifivo, il servizio e l'attenzione al socio e le innovazioni nell'offerta dei servizi bancari.
La creazione di un team manageriale unito e concorde sulle operazioni ed i passi da compiere si concretizza nella forte attenzione ai risultati, creando una gestione per obiettivi che alimenta un elevato grado di fiducia tra i dipendenti. Molto elevata è la comunicazione tra Direzione ed i principali responsabili di Funzione, così come con tutti i collaboratori aziendali.
Un altro aspetto importante è rappresentato dalla determinazione della Banca ad intraprendere processi di crescita caratterizzati principalmente dall'apertura di nuove filiali. Ma proprio questa attività genera, nel contempo, l'aumento della complessità aziendale e della gestione operativa. Ma in una logica di cambiamento strategico-strutturale tutto ciò ha significati di crescita interna per il personale presente nella compagine aziendale.
Il "successo" di Banca di Verona è sicuramente da ascrivere nella volontà di integrare prodotti finanziari tradizionali con prodotti innovativi, introducendo in questi ultimi anni una logica consulenziale verso il cliente.
La scelta conseguente, e molto coerente, è stata quella di avere uno stile aziendale improntato alla partnership e alla comunicazione aperta con il cliente, in un clima di cordialità e correttezza. L'obiettivo vero è quello di costruire un rapporto di fiducia duratura con la clientela.
Sicuramente ora seguirà, inevitabilmente, una fase di assestamento, culturale ed operativo.
Un altro aspetto da sottolineare e da rilevare in questo caso è la forte attenzione all'organizzazione ma, nel contempo, la crucialità impressa nelle azioni per far crescere le risorse umane. Gli obiettivi strategici di questa banca ci sembrano essere quelli di:
essere attenti alle esigenze dei soci e dei clienti
essere attenti alle risorse umane coinvolte
L'azienda ha perseguito negli ultimi anni percorsi di formazione continua, con un'attenzione sia commerciale che organizzativa, senza tralasciare i temi più specialistici e legati ai singoli ruoli professionali in profonda evoluzione.
Il modello imprenditoriale di sviluppo adottato da Banca di Verona è stato caratterizzato dalla applicazione di numerosi fattori contemporaneamente dando centralità sia alla figura dei Socio che a quella delle persone coinvolte nella struttura organizzativa. |
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